Argomenti

1 feb 2018

[Recensione] Shimoneta to iu gainen ga sonzai shinai taikutsu na sekai

下ネタという概念が存在しない退屈な世界 (lett. "Un mondo noioso dove il concetto di battute sconce non esiste"), 2015

Shimoneta (o Shimoseka, come viene abbreviato il titolo) presenta una di quelle premesse talmente idiote che solo un anime poteva tirare fuori, e solo un anime poteva fare funzionare. La storia è ambientata in un Giappone distopico in cui, da ormai sedici anni, lo Stato ha dato un stretto giro di vite alla repressione delle oscenità e della pornografia nel nome della moralità e della salute dei giovani: è proibito dire le parolacce, è proibita qualunque rappresentazione della sessualità, e sono proibiti i contatti sessuali. Un collare rileva automaticamente le parole e addirittura le azioni vietate, e le condanne per chi viola le regole della Retta Via sono severissime. In questo mondo, è emersa una terrorista per la libertà: una misteriosa ragazza vestita solo di un lenzuolo compare dal nulla, mascherata con un paio di mutandine, urla oscenità, distribuisce immagini pornografiche, e svanisce nel nulla. Il protagonista, Okuma Tanukichi, è un ragazzo appena entrato nel liceo leader nazionale per gli standard morali che, nonostante la sua conoscenza ben sopra la media di tutto ciò che ha a che fare col sesso, vorrebbe solo una vita "normale". La terrorista (o "tettorista", come intelligentemente Dynit traduce dal giapponese "perorisuto" e "erorisuto") però lo contatta per arruolarlo nella propria organizzazione, la SOX*, in aperta lotta con la presidente del consiglio studentesco Anna Nishikinomiya, figlia di importanti politici e quindi poster child della Retta Via... di cui però Tanukichi è perdutamente innamorato.


Ayame in a nutshell.
Ancora una volta una premessa apparentemente idiota riesce a sorprendermi non solo con dell'ottima commedia e con dei personaggi divertenti, ma anche con un sotto-tema tutt'altro che privo di idee intelligenti. Ambientandosi in un mondo in cui il "buon costume" è così tanto una preoccupazione, riesce a presentare i due estremi del rapporto con la sessualità. Da un lato, la totale soppressione di ciò che è "osceno" porta a un'intera generazione senza alcuna nozione di sex ed e quindi totalmente impreparata di fronte ai propri istinti naturali. L'esempio supremo è : pura, innocente, e ingenua fino all'inverosimile, al primo contatto accidentale con un maschio si sente ribollire in un modo a cui non sa come rispondere, e non sapendo riconoscere la reazione del suo corpo come eccitazione, non sapendola controllare o sfogare, la scambia per amore (cioè qualcosa di giusto e puro) e ne diventa ossessionata, arrivando a compiere azioni non solo "perverse" ma proprio violente e illegali. Diciamo pure che diventa una delle yandere più genuinamente inquietanti che ricordi. E stiamo attenti a considerare questo aspetto come "irrealistico", perché il mondo reale ci insegna che proprio laddove l'educazione sessuale è assente o limitata all'insegnare l'astinenza (vedi le scuole "abstinence-only" negli USA) l'incidenza di malattie veneree e di gravidanze indesiderate fra i teenager schizza a numeri ben sopra la media! 

Dall'altro, la reazione a questa soppressione che prende la forma di una perversione fine a sé stessa, di un lasciarsi agli istinti più bassi semplicemente perché sì (esempio principe sono ovviamente i maniaci delle mutandine che si formano a imitazione della SOX). In mezzo ci sono Ayame, che infila battute volgari e doppisensi in ogni buco in cui riesce, ma "nei fatti" si trova in imbarazzo (si scandalizza la prima volta che vede un pene dal vivo, dimostrando di avere un rapporto ambivalente ed estremamente immaturo con la sessualità, cosa tutto sommato normale alla sua età), e Tanukichi, che conosce la sessualità ma cerca di mettere altre cose al di sopra degli istinti. Questa triplice dinamica, in particolare quella fra Anna e Ayame, è semplicemente perfetta per spremere tutto il potenziale comico del setup. Il tutto è anche molto "meta", perché (quantomeno nella versione televisiva) nulla viene effettivamente pronunciato o mostrato: le parole vengono censurate da effetti sonori, e bollini tattici coprono le parti di schermo incriminate (compresi scritte e gesti delle mani). Sembra ipocrisia, come spesso accade nel rapporto fra il Giappone e la sessualità, ma se consideriamo la direzione in cui è andato il Giappone a fasi alterne della propria storia, comprese alcune durissime leggi degli ultimi anni (per esempio quella che ha assassinato il manga Aki Sora), per un pubblico giapponese il tutto è abbastanza rilevante.

La Libertè guidant le peuple, 1830. Una gloriosa rivoluzione contro le catene dell'oppressione e della censura, al grido di "OCHINPOOOO!". Ci tengo a far notare che questa NON è una fanart.

Ci sono anche tutte le dinamiche dei movimenti rivoluzionari, ma questi sono temi MOLTO secondari, più sottotesti che veri e propri messaggi, di un anime che ha chiaramente come scopo primario la commedia. C'è una quantità di battute, giochi di parole e doppi sensi allucinante, ed è di una stupidità semplicemente adorabile. Non si prende sul serio, ma mette in mostra quanto si prendano sul serio i personaggi, con quella giustapposizione tipica di molti anime leggeri che permette di ridere di quanto eccessiva e insensata sia la situazione, ma al tempo stesso di calarcisi dentro e di legare con le motivazioni di personaggi, che così riescono a non essere solo macchiette comiche.
 

Il Blu del Campo Innevato
Mi sento (di nuovo) di lodare l'eccellente adattamento della Dynit (visibile in streaming gratuito e legale su VVVVID): i sottotitoli rendono perfettamente tutti i giochi di parole senza commettere l'errore di "esplicitare" quello che i dialoghi giapponesi censurano. In particolare, credo che uno scambio in particolare meriti un monumento: a un certo punto dell'episodio 3, un personaggio dice "village-village" come battuta per prenderne in giro un altro, perché "villaggio" in giapponese si dice mura (村、むら) ma esiste anche l'onomatopea muramura (ムラムラ) che è usata anche come eufemismo per l'erezione; in italiano, diventa "sky hard"... ovvero "cielo duro". Sono sinceramente convinto che non si sarebbe potuta tradurre in modo più efficace di così.

Tuttavia, ahimè, Shimoneta è piagato dal solito retrogusto di brodo annacquato, e dal frequente problema che diventa ripetitivo e stanco nella sua seconda metà. Già i romanzi di partenza erano molto derivativi (la dinamica fra Ayame e Tanukichi è ESTREMAMENTE alla Haruhi-Kyon, e l'autore ha dichiarato che il nome SOX è una citazione esplicita alla Brigata SOS), e l'anime soffre del tipico difetto degli adattamenti di light novel: un finale inconcludente che non porta a compimento nessuno degli elementi della trama orizzontale, né quelli primari (il conflitto rivoluzionario contro il mondo noioso dove non esiste il concetto di battute sconce) né quelli secondari (le relazioni fra i protagonisti o i loro character arc, che pur avevano raggiunto un punto interessante e ricco di potenziale). Questo lo rende indubbiamente divertente, indubbiamente degno di una guardata se cercate un po' di comicità spinta senza scadere in idiozie totalmente prive di cervello come Ninja Nonsense, ma tutto sommato inutile.




In coda, come ho fatto per il mio articolo su Toradora!, alcuni dei commenti e delle battute che mi sono segnato episodio-per-episodio:

Nessun commento:

Posta un commento